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Dibattito sul Sistema Sanitario Europeo - 1992 - GIANNI BAZZANELLA
Non possiamo che sentirci onorati di ospitare in trentino personalità di comprovata autorevolezza scientifica, culturale e politica, ed esprimiamo per questo la nostra gratitudine alla Fondazione Incontri di Madruzzo ed in particolare al Presidente, Mario Emanuele Bianchetti, promotore di un’opportunità di riflessione e di dibattito di così alto profilo.

Il tema, oggetto dei lavori del convegno, non ci vede estranei o indifferenti, in quanto la nostra provincia, alla quale come voi sapete lo Stato riconosce autonomia legislativa anche nel settore dei servizi alla persona, ha avviato da alcuni anni un processo di riforma del sistema sanitario che, mentre nelle sue linee generali richiama il disegno prefigurato in sede nazionale, tende nel contempo a corrispondere alle esigenze e alle condizioni specifiche del nostro territorio.

I punti qualificanti del nostro progetto di riforma si inseriscono quindi nel vivo del dibattito che attraversa non soltanto l’Italia, ma un po’ tutti i paesi europei, in ordine alla ricerca di politiche volte a migliorare globalmente l’offerta sanitaria e a corrispondere alla crescente domanda di servizi legati alla salute.

L’approccio interdisciplinare, che traspare fin dal titolo di questa vostra due giorni di studio e di proposta, evidenzia con chiarezza che il nodo della sanità non può essere sciolto senza tener conto della complessità dei fattori che oggiinteragiscono in quest’ambito e, dunque, senza un adeguato concorso di saperi, di tecniche e di strumenti.

E’ inoltre evidente che il riferimento all’Europa non è un semplice atto d’ossequio alla dimensione comunitaria, ma sta ad indicare che non ci si incammina seriamente verso l’unità, se si prescinde da una componente essenziale per una civile convivenza, quale è appunto il sistema sanitario, se si trascura la ricerca tra i paesi membri di coordinate omogenee e prospettive compatibili circa gli interventi da realizzare in questo settore. Non è un caso se i due modelli che oggi risultano prevalenti in Europa vivono oggi una fase di rapida evoluzione, nella quale sono ravvisabili non pochi punti in comune e in cui si delinea, quindi, un possibile terreno di raccordo e di reciproca collaborazione.

In particolare il primo e più grave problema che oggi si pone sia nell’uno che nell’altro modello, e quindi anche da noi, è quello del controllo della spesa che è andata espandendosi a ritmi esponenziali e che occorre contenere attraverso la razionalizzazione qualitativa del sistema. Discende da qui la scelta aziendalistica che caratterizza le proposte di riforma, tra cui anche quella relativa al nostro sistema provinciale, che tende a garantire maggiore efficienza nell’organizzazione e, contemporaneamente, a responsabilizzare gli utenti sia nei confronti degli obiettivi che rispetto agli oneri da sostenere.

Siamo consapevoli che si tratta di un passaggio estremamente difficile e tuttavia ineludibile, che comporterà da un lato il superamento di una mentalità puramente assistenzialistica e dall’altro l’assorbimento nel settore pubblico di alcuni criteri gestionali tipici del privato.

Un altro versante operativo sul quale si concentra oggi l’attenzione dei sistemi sanitari, non soltanto in Europa, ma nel mondo, riteniamo sia quello della prevenzione delle malattie, sia a livello primario che secondario.

Per quanto riguarda la prevenzione primaria, la battaglia contro l’inquinamento e per la tutela dell’ambiente sta giustamente accomunando tutti al di là di ogni barriera o confine. In Trentino, dove il patrimonio ambientale costituisce una delle principali fonti di ricchezza, coniugare lo sviluppo alla salvaguardia del territorio e quindi ad un autentico benessere, è per noi un obiettivo irrinunciabile, che non da oggi ci trova impegnati anche a sperimentare alcune soluzioni innovative. Parallelamente, crescono le esigenze di prevenzione secondaria, non meno importanti della prima, sia nel campo delle vaccinazioni che in quello delle regole di vita, dei comportamenti alimentari delle persone, della salubrità dei luoghi di lavoro, della medicina scolastica, della riabilitazione degli anziani per scongiurare l’insorgere delle malattie invalidanti.

Sarà anche moltiplicando questo sforzo di prevenzione, che la spesa sanitaria potrà essere compressa entro limiti più accettabili.

Il terzo ed ultimo aspetto in evoluzione, che ci permettiamo di sottolineare, attiene alla formazione permanente del personale sia medico che infermieristico e di tutti gli operatori del settore.

Sono in atto da parte nostra, come in molte altre realtà, iniziative finalizzate ad un sistematico adeguamento culturale e scientifico di tutti gli addetti ai lavori, impegnati fuori e dentro le strutture ospedaliere, che occupano oggi un ruolo centrale per la qualità delle prestazioni e del buon funzionamento del sistema.

Concludo osservando che, oggi più che mai, la credibilità delle istituzioni e della politica dipende anche dai risultati che si riescono a raggiungere in rapporto a questi tre grandi snodi del sistema sanitario. Per questo sono certo del contributo positivo e stimolante di ricerca, di riflessione e confronto reso possibile da un incontro come questo.

Di tutto ciò vi ringrazio augurandovi un proficuo lavoro.

The Verona Initiative

Organizzazione Mondiale della Sanità sulla Promozione della Salute

Trieste Action for Health Technology Assessment

Organizzazione Mondiale della Sanità per la standardizzazione europea delle tecnologie biomediche