| Non preoccupatevi, ho concordato con il nostro Presidente di ovviare alla mia relazione, che peraltro è disponibile in segreteria. Questo per non aggravare la vostra stanchezza di oggi e per non rubarvi ancora tempo.
Tengo a fare una precisazione che esula da quanto è stato dibattuto in questa sede. Ho letto la stampa di questoggi e devo fare una correzione: avevo dichiarato che gli sponsor di questo nostro incontro sono la Comunità Europea che è rappresentata ufficialmente dalla dottoressa Van der Venne che ringrazio personalmente e che confido possa portare i miei ringraziamenti al commissario Vasso Papandreou; dalla Provincia Autonoma di Trento che ieri era rappresentata dal suo Presidente e dalla Regione Lombardia rappresentata dallAssessore Toia.
Le notizie apparse sulla stampa davano anche per sponsorizzazioni quelle della Regione Veneto e della Regione trentino Alto Adige: devo dire invece che da parte dei rispettivi due ultimi presidenti non ho avuto nemmeno la risposta al nostro invito. Questo per una precisazione doverosa a coloro che hanno contribuito al successo di questa nostra iniziativa.
Detto questo vorrei dirvi ancora due parole.
Vi sono grato per questa seconda parte del convegno, in modo particolare a tutti i relatori che, con grande competenza, hanno reso lincontro di oggi molto corposo e ricco di elementi, e soprattutto hanno contribuito a portare una serie di idee nuove anche se in alcuni casi contraddittorie; ma questa è la natura della crescita e lo sviluppo dei problemi.
Hanno portato idee nuove che sicuramente la Fondazione cercherà di utilizzare al meglio per tradurre documenti che verranno messi a disposizione di tutti.
Approfitto per chiedere ai relatori id oggi e ai presenti che coprono responsabilità specifiche di rimanere in contatto con la Fondazione, che è un ente morale senza fini di lucro il cui patrimonio siete pur voi, la vostra competenza e la vostra partecipazione e da voi e con voi si possono portare a termine per lo meno delle indicazioni e degli sviluppi sui problemi che sono stati dibattuti in questi due giorni di lavoro.
Adesso vi devo dire come mi sento, non come responsabile della Fondazione, ma come uomo. Purtroppo ho quella disgrazia diciamo di essere diviso in due: metà medico e metà economista. Qualcuno di voi e forse tutti diranno che non sono né un buon medico né un buon economista, e questo è molto probabile. Però ho acquisito un vantaggio: di poter vedere sia nel campo della medicina come nel campo delleconomia, lerba dalla parte delle radici, e cioè vedere la parte più difficile, la parte più elaborata della crescita e dello sviluppo con i pro e i contro di queste posizioni. Ecco perché oggi mi sono sentito proprio come se fossi salito su un ring in mezzo a due pesi massimi che stavano lottando, grazie al continuo confronto ed apporto di idee interessantissime, sia dal punto di vista economico che da quello medico e con le problematiche relative.
Dalla mia relazione ho tratto soltanto un grafico anche se relativo ad un contesto diverso, ma interessante per darvi più concretamente il mio pensiero.
Oggi quanto ieri sono emerse due posizioni molto diverse e sottolineate poco fa dal Prof. Biasi.
Noi abbiamo in questa posizione il cittadino (1) che è soggetto a due pressioni che possono essere una negativa e una positiva, o se le cose funzionano, tutte e due positive.
Immaginiamo un flusso, un flusso finanziario, il denaro non ha nome, va in tutte le direzioni e si ferma dove dovrebbe essere necessario che si fermi. Invece, se mi consentite dato che parliamo di medicina, immaginiamo che questo circuito sia un circuito sanguineo, una circolazione sanguinea. Se la partenza è questa: il cittadino contribuente, il flusso va verso un area che è chiaramente politica, perché è rappresentata dallo Stato e discende su quellaltra realtà politica che nel nostro Paese è rappresentata dalle Regioni, ma a cui corrispondono anche i Lander della Germania (una nazione che in termini di servizi sanitari è su posizioni diverse dalle nostre).
Ebbene la funzione politica dovrebbe essere solo di drenaggio del flusso. A questo punto il flusso sanguineo entra in una grande centrale (5-6-7-8-9), un grande laboratorio dove vi sono tutti gli argomenti trattati questa mattina. In questa grande centrale, come vedete, cè lUniversità, la ricerca, la formazione (ne abbiamo parlato ieri) e in mezzo la sanità e lorganizzazione ospedaliera. Grande importanza è data anche alla funzione dellindustria farmaceutica.
Lelaborazione di tutti gli elementi di questa grande centrale dovrebbero finire per dare un prodotto che torni a vantaggio del cittadino come servizio sanitario, come utente.
Vi ho dato questa indicazione ma molto spesso in questo circuito avvengono delle forme sclerotiche di percorso o addirittura a seguito di traumi, infarti o altre patologie, non è consentito un normale sviluppo del sistema.
Non entro nel merito perché persone più esperte di me lo hanno già fatto, ma vorrei ricordare unespressione del Dr. Lancry: Forse i nipoti dei nostri nipoti potranno vedere qualche cambiamento o arrivare ad un sistema unico in Europa.
Può anche essere una previsione, una previsione accettabile.
Se ci rifacciamo a situazioni politiche recenti nel nostro Pianeta, abbiamo visto che situazioni che sembravano impossibili sono avvenute nel giro di pochissimi giorni, quasi ore. Ricordiamo il muro di Berlino, la caduta di certe ideologie nei Paesi dellEst...
Mi augurò che un cambiamento avvenga anche nei sistemi sanitari di tutti i paesi europei, perché è emerso che nessun paese europeo, o quasi, può dichiararsi soddisfatto del proprio sistema sanitario.
Abbiamo avuto anche lapporto e il confronto delle esperienze americane grazie a quanto ci hanno detto il prof. Anlyan e il Prof. DeBakey. Direi che in Europa, al di là di importantissime centrali di studio e di elaborazioni dati come lOCSE, abbiamo tutti gli elementi per trovare una strada che ci consenta di effettuare le scelte più aderenti al bisogno che luomo ha di perseverare la sua salute.
Sono certo che da quanto è stato discusso in queste due giornate non possiamo dire di essere arrivati a delle conclusioni. Come diceva il nostro presidente, quando si portano avanti discorsi così impegnativi trarre delle conclusioni è semplicemente folle. Credo però che queste relazioni abbiano dato molto materiale perché si faccia della meditazione e si tragga il meglio per riunire poi questi elementi in proposte che tutti ci attendiamo.
Proposte che andranno sicuramente discusse ancora, ma che saranno comunque dei passi avanti.
Non so dirvi se presto o tardi ci sarà un servizio sanitario comune per tutta lEuropa. Forse anche qui cè stata uninterpretazione inesatta. Quando si dice comune non si vuole intendere un sistema rigido e definito per tutti i Paesi, ma un comune denominatore che consenta ad ogni paese di comportarsi in termini di salute sia nel rispetto delluomo che nel rispetto delleconomia del servizio e nel modo più logico, più intelligente e più umano.
Non credo che gli uomini politici alla fine rimangano insensibili a queste soluzioni. Certo è che ad una soluzione si dovrà venire altrimenti, come nel nostro paese ci troveremo in una specie di torre di Babele dove è sempre più difficile capirsi. |