| Signore e signori, la Fondazione Incontri di Madruzzo, mio tramite, vi porge il più caloroso benvenuto, al quale aggiungo il mio ringraziamento e saluto personale.
Molti di voi conoscono l'attività della Fondazione che nel settore della sanità pubblica segue da anni due filoni principali, quello strettamente scientifico della medicina e quello dell'economia sanitaria. La fondazione, come vi dicevo, già da anni svolge questa attività e ha già trattato diversi problemi come la sanità pubblica e la formazione di ricerca scientifica negli ospedali e in azienda.
Il dibattito di oggi è su un tema sicuramente provocatorio e un poco utopistico: un sistema sanitario europeo, un progetto salute unitario. E un tema di grande attualità, basterebbe ricordare le recenti decisioni di Maastricht. il problema è dibattuto ancora oggi fortemente presso la Comunità europea, in modo particolare.
Un riferimento al quadro dei lavori di oggi. I lavori si svolgono in questa prima giornata su quattro sessioni: la prima prevede una discussione, una trattazione sugli aspetti sociali della sanità e gli aspetti economico-politici, nazionali ed internazionali. Ne parleranno Levi, Andreatta e Lindgren. La seconda sessione tratterà invece il ruolo della Commissione sanitaria della CEE, le scelte, gli orientamenti e soprattutto la situazione sanitaria attualmente vigente in ogni paese della Comunità. Ne parleranno Guidolin, Ceci e la signora Van der Vanne che è in rappresentanza ufficiale della Comunità europea, perché&Mac226; delegata dal Commissario Vasso Papandreou, la quale sappiamo essere impegnata oggi a Lisbona per le riunioni dei Ministri. La terza sessione tratterà invece il grande e delicatissimo problema della ricerca scientifica, della formazione del personale medico e paramedico e dei managers. Ne tratteranno Roversi Monaco, Anlyan e Guilbert. L'ultima sessione, una sessione delicatissima per la sua squisita entità di elementi, tratta di etica e sanità, il nuovo rapporto con il paziente, la rifondazione nel pensiero etico e la formazione nell'educazione sanitaria.
Ne parleranno De Rita, DeBakey e Levin. La seconda giornata, domani, che sarà presieduta dall'onorevole Poggiolini, avrà una serie di interventi attraverso i rappresentanti delle varie nazioni, della Gran Bretagna con Kind, della Francia con Lancry e Poullier, della Danimarca con Sakellarides, della Spagna con Cabases, ed altri. Desidero ora ringraziare tutti coloro che hanno sponsorizzato questo nostro incontro e in primo luogo chi ci ospita, la Provincia Autonoma di Trento, che attraverso il suo Presidente ci ha dato la sponsorizzazione e ha partecipato con un contributo a questa nostra manifestazione, la Comunità europea e la Regione Lombardia attraverso l'Assessore alla Sanità, dottoressa Toya. Con l'occasione, ringrazio anche l'Assessore Grandi e l'Assessore Tononi della Provincia Autonoma di Trento. Approfitto per ringraziare lo stato della Fondazione attraverso la signora Carmi che ha avuto il supporto importante dello Studio Ambrosetti attraverso la dottoressa Laulo e della Società Lombard attraverso la dottoressa Balocco, che hanno garantito e ci assicurano il normale svolgimento di questi lavori. Mi sia concesso di esprimere un pensiero per invitare voi uomini di scienza e di grande cultura e autorità scientifiche ad una riflessione, che comprende un po' tutto lo spirito della Fondazione e i suoi obiettivi.
L'uomo, da quando esiste, poggia su tre principi fondamentali, irrinunciabili, che hanno però una grande e insostituibile componente istintiva più che intellettiva. Si tratta del bisogno che l'uomo rincorre sempre per procurarsi il necessario alimento e, in chiave moderna, potremmo parlare del problema della fame nel mondo, problema che è ancora molto presente in aree abbastanza vaste del nostro pianeta. L'altro è l'antico bisogno associativo dell'uomo, altro elemento irrinunciabile: la comunità sotto qualsiasi forma religiosa, politica. Questo mi permette di richiamare un momento la vostra attenzione al fatto che proprio in queste sale, in questo castello, aprendo il libro della storia più recente dell'uomo alla pagina 1545 circa, noi troviamo trattato l'argomento del Concilio di Trento. Allora i legati della Chiesa, i Principi della Chiesa, venivano da Roma proprio in queste sale a discutere apparentemente di teologia, ma di fatto venivano per fronteggiare i grandi eventi terribili che allora stavano alterando l'intera Europa. Non c'è bisogno di richiamare alla vostra attenzione né Tommaso Moro, né Lutero, né Calvino e tanto meno Erasmo da Rotterdam, per ricordarvi che cosa è accaduto 500 anni fa. Però, sono passati 500 anni e tra noi ancora questi segni rimangono e ci rimane anche un poco dell'utopia di Tommaso Moro quanto qualche segno di Erasmo da Rotterdam nella sua ben descritta vanità individuale e vanità collettiva. Il terzo punto, un punto che ci riguarda più da vicino, è l'altro elemento al quale l'uomo non può rinunciare: lo spirito di conservazione. La paura di perdere lo stato di salute spinge l'uomo a fare qualsiasi cosa perché&Mac226; la sua salute sia preservata, la sua salute fisica evidentemente. Ebbene, se diamo una scorsa molto rapida a quello che questi tre punti provocano nell'uomo, noi possiamo notare che nei primi due, quello della fame e quello associativo, l'uomo, in mancanza di questi, può sviluppare e sviluppa un'energia aggressiva e crea sicuramente dei grossi problemi, mentre nel terzo punto questa energia pare negativa. L'uomo s'abbandona quando perde lo stato di salute, si deprime, coinvolge tutto il mondo che lo circonda e, se mi è consentito fare un paragone, questa forse è l'energia più scatenante e più difficile da contenere se non correttamente sostenuta. Se _ possibile fare un esempio planetario, pare più come uno di quei buchi neri che a lungo andare possono inghiottire gli interi sistemi.
Concludo con una mia personale idea. Se la paura, come si dice, non è una mancanza di coraggio, ma una mancanza di idee, io oggi, come Presidente della Fondazione, chiedo a voi, autorità scientifiche in modo particolare, il grosso contributo di fornire il maggior numero possibile di idee e indicazioni utili agli enti e alle posizioni istituzionali, per cercare di risolvere i grossi problemi della sanità in tutti i loro aspetti, problemi che per la loro vastità e per la loro complessità spesso condizionano la nostra vita civile, e lo vedremo nelle relazioni che seguiranno e, se mi consentite, in alcuni casi avvelenano la nostra vita civile. |