| HANAU
Io mi inserisco in questo dibattito centrato in particolare sul medico di medicina generale, non tanto perché nel 1972 ho fondato la prima lega per i diritti del malato a Bologna, non tanto perché tuttora faccio questo come hobby, ma direi dall'altro versante, dal versante di uno che studia questi aspetti e vede come il medico di medicina generale in Italia sia sottoposto praticamente a una contraddizione che io chiamo proprio a livello di schizofrenia da parte del sistema.
Da un lato si chiede al medico di fiducia di essere colui che regola amministrativamente l'erogazione delle risorse, gli si chiede di dare un giudizio da medico legale sulla possibilità per il suo paziente di prendere o meno la patente, gli si chiede di firmare i certificati di malattia che consentono al paziente di fare 1, 2, 10, 20 giornate di assenza dal lavoro.
Quindi da un lato lo si ritiene un medico di medicina pubblica, un funzionario di medicina pubblica che è quasi contro il paziente, - per lo meno abbiamo visto in che termini si possono avere delle contraddizioni anche pesanti tra l'interesse della collettività e l'interesse del paziente. Dall'altra invece si dice che il medico di medicina generale è pagato in relazione alle scelte che riceve da parte dei cittadini, non solo ma si consente al cittadino di cambiare medico da un giorno all'altro senza minimamente dare una giustificazione. Come tutore dei diritti del malato, sono ben contento che non si chiedano giustificazioni per il cambio del medico, ma come tutore tra virgolette di quello che è l'interesse generale, mi pare che quantomeno una piccola proposta ci potrebbe essere, non all'inglese, non alla sanmarinese, dove il paziente viene affidato ope legis in quanto abitante in una strada a quel particolare medico.
Questo è fuori dal nostro schema, non può essere. Ma quanto meno chiedere che la possibilità di cambiare medico sia stabilita in un mese o due mesi all'anno, che so luglio e gennaio, cioè il paziente può cambiare il medico ma soltanto in due determinati mesi dell'anno. Sembra una cretinata, ma io che vivo a contatto continuo con medici che operano come medici di famiglia, medici di fiducia, mi rendo conto della importanza enorme di questo piccolo vincolo che si imporrebbe e alla "libera scelta" del medico da parte del paziente, e sarei già contento se da questo consesso uscisse alla luce delle esperienze fatte, una mini proposta
Poi ce ne sarebbero tante altre, ma non si può certo dirle in tre minuti, per interessare il medico, una volta che ha capito che lui è anche un medico amministratore delle risorse pubbliche, per interessare questo medico lui direttamente ad essere vigilante su questa spesa pubblica. |