| LANCRY
Buongiorno, sono Jean-Pierre Lancry, vengo da Parigi. Dato che devo prendere la parola domani come relatore, non voglio abusare della vostra pazienza ora. C'è solo un punto sul quale peraltro vorrei un chiarimento oggi stesso. Sono pienamente d'accordo circa il problema della legittimità delle spese sanitarie, perché bisognerebbe dare un 8-9-10% del prodotto interno lordo alla spesa sanitaria. Ebbene, effettivamente, se vogliamo ragionare in termini puramente economici, dobbiamo essere in grado anche di raffrontare la produttività di tutti i comparti economici e cioè sapere se, non so, versiamo un franco per la sanità, un franco per l'istruzione, un franco per l'aeronautica. Dobbiamo chiederci: c'è poi una pari produttività? Ebbene, finora non siamo stati in grado di fare questo raffronto fra i vari comparti, quindi il problema della legittimità delle spese sanitarie rimane ancora insoluto. Però il problema che ci preoccupa maggiormente oggigiorno è, in effetti, il vincolo finanziario. Esiste cioè una necessità di ridurre queste spese in quanto c'è un vincolo di finanziamento, e, per rispondere a qualcuno che mi ha chiesto qualcosa e anche allo stesso Andreatta, vorrei ricordare come il problema degli Stati Uniti è molto complesso. In effetti, non c'è un'universalità delle spese, ci sono 37 milioni di americani che non hanno alcuna copertura sociale, per esempio. Dato che questa notte ho viaggiato, non ho visto la Coppa Europa che fine ha fatto. Chi ha vinto, la Danimarca? Ecco, questa è una piccola nota a parte, ma sono lieto di sapere che ha vinto la Danimarca.
ANDREATTA
Credo che abbia perfettamente ragione. Oggi sono queste comparazioni internazionali che ci danno degli elementi di giudizio ed è proprio contro questa sottrazione alla libertà personale di questi calcoli che io credo che sarà una parentesi il servizio pubblico. Non vedo la ragione perché non dobbiamo determinare qual è la produttività della stoffa o dell'industria alberghiera, o del turismo in zone calde. Nessuno di noi si occupa di questo, ricadendo nella libertà con cui ciascun consumatore, ciascuna famiglia, ciascun individuo, decide su quello che ha da spendere e come spendere. E' proprio l'assenza di strumenti validi, tenuto conto di tutta la discussione che rende assai difficile immaginare propensioni collettive che abbiano le caratteristiche delle preferenze individuali, ecco, sapendo tutti i meccanismi delle decisioni politiche, di circolarità delle decisioni politiche, che mi sembra estremamente difficile poter rispondere a questa domanda così importante. Sono perfettamente convinto di quel che lei diceva sugli Stati Uniti e affermo che in Europa prevale comunque una filosofia della solidarietà e di certi livelli di uguaglianza. Considero che l'economia di Stato, non sia tuttavia un modo europeo di risolvere il problema. Quindi, copertura a tutti, si integrano le assicurazioni di coloro che sono sotto la linea della povertà. Rimangono quindi i valori di solidarietà e di uguaglianza europei, ma il problema è se dobbiamo imitare dal sistema sovietico, proprio in un settore in cui la gente è molto attenta al modo di organizzare il lavoro. |