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Dibattito sul Sistema Sanitario Europeo - 1992 - GILBERTO MURARO
MURARO

Gilberto Muraro, Università di Padova. Un'osservazione sulla sanità europea, prendendo atto di questa renitenza rispetto a questo ideale da parte del professor Andreatta. Bisogna ricordare che i servizi sanitari diventeranno sempre più, già lo sono in misura notevole, un fattore determinante di scelte individuali anche in termini di mobilità di ubicazione. Non parlo soltanto del cosiddetto turismo sanitario che porta una massa ormai non trascurabile di persone a cercare le cure anche molto lontane di casa, anche al di fuori dello Stato nazionale, ma parlo proprio di una scelta di localizzazione fatta in nome della qualità della vita, in cui la sanità può esercitare un peso notevole. Se accettiamo questa ipotesi, ne deriva che a livello europeo qualcosa nell'ambito sanitario bisogna comunque fare: o un tentativo di uniformare i sistemi a livello sufficiente, in maniera che non ci siano barriere alla mobilità, oppure, se accettiamo l'impostazione di Andreatta secondo cui la sanità è essenzialmente un fattore nazionale, bisognerà prevedere meccanismi di compensazione finanziaria, accordi multilaterali affinché, appunto, non si trovi nella sanità una barriera alla mobilità. Quindi qualche cosa il ruolo dell'Europa in campo sanitario è da studiare e da valorizzare. Seconda osservazione, per quanto riguarda il pubblico e il privato, ricordiamo che siamo di fronte, prima ancora che ad una analisi tecnica, e lo dico anche se sono economista, ad una scelta di valori che giustamente il professor Andreatta ha compiuto. Mi torna in mente un pregevolissimo articolo scritto su "Economia" da un inglese – Lindsay - nel 1969, in cui in poche pagine, in termini estremamente chiari, veniva posta la scelta fra due modelli di sanità pubblica: nel primo, veniva assicurato a tutti un minimo di cure, libero poi chiunque di avere di più pagando di più; nel secondo, invece, si perseguiva un obiettivo di uguaglianza sociale che comportava razionalmente una penalizzazione della medicina privata.

Il Lindsay dimostrava come nell’ispirazione del servizio inglese, che si rifaceva agli studi della Società Fabiana e di una parte del movimento “liberal”, il desiderio dell’uguaglianza fosse sovrastante rispetto a quello della garanzia del minimo. Questo aveva dei riflessi operativi anche immediati e rilevanti, perché, per esempio, se accettiamo l'ideale dell'uguaglianza, ha senso penalizzare la medicina privata, come appunto avveniva in Inghilterra in cui chi si rivolgeva alla medicina privata non poteva avere neanche il rimborso di quello che gli sarebbe toccato o che avrebbe fatto spendere nel settore pubblico. Laddove se, ovviamente, noi accettiamo invece che l'interesse pubblico sia confinato alla assicurazione di un minimo a tutti, allora sarebbe assurdo dare una penalizzazione alla medicina privata.

In conclusione, siamo di fronte ad una scelta di valori che oggi probabilmente si prospetta in maniera diversa, ma di cui bisogna essere consapevoli per non confondere scelte tecniche che devono essere successive, con scelte di valori che devono essere preliminari.

ANDREATTA

Si dice che ci siano due modi di protestare: voice and exit, i piedi o la voce. Se i sistemi nazionali non forniscono i servizi che una persona anziana e preoccupata della sua salute pretende ed egli si sposta in un altro paese, questa è una mobilità che determina una diffusione di spinte per avere efficienza nei servizi nazionali. Ci sono poi tutta una serie di problemi tecnici legati ai lavoratori migranti, però, perché non lasciamo che, come in Florida, i servizi sanitari non siano fattori di attrazione, perché dobbiamo immaginare un'Europa grigia come una caserma prussiana? Anche la sanità può essere un elemento di attrazione e di sviluppo regionale in alcune parti d'Europa. Quel che mi sembra, sull'altra faccenda sono perfettamente d'accordo, ero anche consapevole di queste differenze.

La nostra Costituzione, peraltro, ha fatto la scelta della gratuità per i bisognosi, quindi è una Costituzione di tipo, diciamo, conservatore, in questo caso, non di tipo radicale e a me sembra che, non solo le mie propensioni sono cambiate, ma sono cambiate le propensioni della nostra società. Si sente in tutti i servizi pubblici, e qui deriva questo sovraccarico di richieste, di rancore verso l'autorità, che un elemento gravissimo dell'Europa contemporanea, si sente in difficoltà nel dover acquisire soltanto quello che le autorità decidono che è giusto, senza la possibilità di personalizzare la soddisfazione dei bisogni. Mi pare che la rivoluzione degli anni'80 abbia significato questo, e quindi se è scelta ideologica, è una scelta ideologica collettiva.

The Verona Initiative

Organizzazione Mondiale della Sanità sulla Promozione della Salute

Trieste Action for Health Technology Assessment

Organizzazione Mondiale della Sanità per la standardizzazione europea delle tecnologie biomediche