| McCARTHY
Mi chiamo Mark McCarthy, lavoro a Londra come medico e ho interesse alla situazione di altri paesi. Abbiamo sentito parlare del modello libero professionista in alcuni paesi europei e io ritengo che l'uso di questa impostazione sia quello che spinga verso un orientamento verso il consumatore. Invece c'è un atteggiamento più da welfare state, più assistenziale come nel Regno Unito, ad esempio, e questo forse indica un orientamento verso l'equità e verso la fornitura di servizi equipollenti per tutti e rispetto invece all'altro orientamento più di consumo,
Non c'è ancora un equilibrio tra questi due diversi aspetti, non l'abbiamo ancora trovato. Ciò che è necessario per lo meno nel Regno Unito, è di portare un qualche orientamento del tipo verso il consumatore nel trattare, i servizi che si forniscono ai pazienti. Questo sì. E' possibile che alcune delle modifiche che attualmente si stanno introducendo nel Regno Unito con questa competizione gestita e così via. Forse questo potrà introdurre delle interessanti alternative, ma noi dovremmo cercare di capire come. La risposta dei servizi a ciò che i consumatori vogliono, quindi questo orientamento verso il consumatore, come tutto ciò può essere fornito a tutti i pazienti nell'intero sistema sanitario, non solo ai ricchi ma a tutti. Dovremmo forse pensare a questo, come sia possibile introdurre questo orientamento verso il soddisfacimento dei bisogni per tutti.
KIND
Io ritengo sia importante definire bene la nostra terminologia. Non mi sento proprio a mio agio nel dover considerare i consumatori o considerare i pazienti consumatori. C'è ovviamente in questo senso il problema che essi non sono ovviamente i consumatori diretti perché esistono anche delle strutture intermedie. Sapete comunque che nel Regno Unito ci stiamo muovendo verso l'elaborazione di uno statuto, di una carta dei pazienti che definisce nei dettagli quali sono i diritti del paziente secondo il sistema di assistenza sanitaria. Sarà un esperimento interessante penso, sebbene sospetto che siano delle modifiche di carattere estetico, molto esteriori. Per quanto riguarda poi la realtà del considerare i pazienti a tutto tondo riportando loro e i loro bisogni al centro del sistema sanitario, questa è una manovra molto complessa. In parte perché ci sono dei problemi di impostazione, di forma mentis, in fondo queste sono persone che sono ammalate.
Le persone che stanno bene non sono interessate tanto ai problemi degli ammalati. Quindi c'è anche un problema proprio di impostazione mentale. Inoltre, c'è un problema di informazione. Quel tipo di informazioni che i pazienti devono avere e devono fornire sono tutte relative al processo, all'organizzazione dell'assistenza sanitaria: se gli orari degli ambulatori sono comodi, se la distanza dal medico è comoda, sono tutte cose un po' marginali, non è la vera sostanza del trattamento che in genere si va ad affrontare quando si parla di informazione. Cose un po' più marginali. A meno che noi non siamo in grado di fare dei passi avanti costruttivi, non credo riusciremo a far molto. Per fare dei passi avanti costruttivi bisognerebbe tentare di analizzare con criterio gli esperimenti che vengono fatti nel Regno Unito o nell'intera Comunità Economica Europea. |