| APOLLONIO
Grazie Presidente. Io sono Ugo Apollonio del Giornale. Il Giornale è un quotidiano di Milano, ma a carattere nazionale, lo dico per gli stranieri.
Io volevo fare due sole domande, Presidente, alla rappresentante della Comunità Europea, la signora Maria Teresa Van der Vanne. Lei signora, fra i settori di intervento della Commissione della CEE, ha citato il problema dell'AIDS. Questa è la prima domanda, ma per poterla fare, Presidente, sempre nel minuto io devo fare una premessa. La signora ha dato delle cifre per noi, cioè ha detto: siamo a 59.500 casi di AIDS in Europa. Lo ha detto anche con un tono preoccupato. Probabilmente la stessa preoccupazione degli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ecco, Lei però non ha precisato, non ha potuto precisare, che questi sono dati cumulativi, cioè sono il totale di tutti i casi comprendenti i pazienti vivi e i pazienti morti, cioè i sopravvissuti e quelli tuttora in cura nei vari paesi in 12 anni, vale a dire dal 1981 al 1992, con una media di circa 4.000 casi l'anno, sempre tra vivi e morti, su 250 milioni di europei. Questa è la premessa. La successiva Sua affermazione è stata che avete dovuto rapidamente costituire un programma di intervento concordato fra i vari paesi che coordina 600 gruppi di ricerca, con una spesa, mi pare di avere capito, di 100 milioni di ECU, vale a dire di 150 miliardi di Lire.
Allora, tutto ciò premesso, io adesso chiedo a Lei, formulo la prima domanda: "Non Le sembra, e a voi della Commissione della Comunità Europea, non Le sembra che queste scarse risorse disponibili, come Lei ha detto, chiedendo un uso più oculato delle stesse - lo ha chiesto come una programmazione a venire - ecco, non Le sembra che si potrebbero invece utilizzare meglio per difendere la popolazione europea dalle malattie che veramente sono preoccupanti, vale a dire tutte quelle indicate dai premi Nobel e da Sabin, scopritore dei vaccini ecc., voglio dire l'epatite C è inutile che lo dica a Lei, Lei lo sa, fa parte della Commissione, vale a dire il morbillo, e la stessa tubercolosi che sta riprendendo. Povero Koch che pensava di averla sconfitta e invece nemmeno per idea.
Concludo la domanda. Non Le sembra che tutte le malattie parassitarie meriterebbero più attenzione da parte della Commissione rispetto a quello che state facendo per l'AIDS che non dovrebbe essere considerato ancora la peste del secolo?" Questa è la domanda precisa.
La seconda è più breve. Lei ha parlato di ricerca sperimentale e ha sostenuto naturalmente quello che avete già deciso, cioè i test fatti in un paese, per un farmaco, per una precisa apparecchiatura sanitaria, debbono valere per gli altri paesi membri. Ecco, noi italiani dopo 5 anni abbiamo recepito questo, tant'è vero che nel decreto legislativo approvato nel febbraio scorso, decreto legislativo di natura governativa, non entrato in aula ma nelle commissioni, è stata approvata questa norma.
Ora Le chiedo: "Non Le sembra che sia una norma che dovreste riflettere meglio, visto che ci sono stati casi tipo la talidomide in Germania che ha dato poi delle conseguenze in tutto il mondo, proprio perché i test di un paese erano stati accettati da tutti gli altri paesi, non ripetuti?" Grazie. Scusate, ma credo di essere stato nel minuto circa.
VAN DER VENNE
Grazie per questa domanda. E' ovvio che, quando ho detto che le priorità principali per la Comunità erano il cancro, l'AIDS e le malattie cardiovascolari, abbiamo visto che sono quelle cose maggiormente responsabili per la Comunità. E' ovvio che anche di altre cose dobbiamo occuparci, ma anche del fatto che dobbiamo partire da qualcosa e dopo magari tentare di guardare le altre cose. E' ovvio che, anche quando ho parlato di 150 milioni di ECU, è del nuovo programma che è stato adottato e che è stato concesso di ricevere, per la messa in opera di questo programma, 150 milioni, e che ci sono 600 gruppi di ricerca che vi lavorano dentro.
Come ho detto quella che si chiama azione concertata che ha come abbreviazione "Cost" e che, ovviamente, hanno trovato sei enti specializzati, centralizzati per l'AIDS in particolare. Emettere un giudizio se poi dobbiamo lasciare l'AIDS e fare altre cose, questo è un punto di vista politico, perché è grosso per i vaccini, per l'aiuto morale... abbiamo questo programma per l'AIDS, come ho detto, che dal '91 va fino al '93 dove abbiamo 10 azioni. Almeno lasciateci fare questo programma, realizzare queste 10 azioni che possiamo fare e allora ci sarà il momento di rivedere nel '93 se c'è bisogno di andare avanti per questa strada o di cambiare completamente. Allora, per quanto riguarda i prodotti farmaceutici, è ovvio che quando Lei parla della talidomide, che è un problema che è vecchio più di 30 anni, e anche di più, circa 40, è ovvio che si mette in accusa il testing che facciamo.
Si torna anche a dire che facciamo le sperimentazioni animali e abbiamo adesso la direttiva per la protezione delle sperimentazione animale, perché siamo molto criticati per i test siero animali che abbiamo fatto. C'è già una pressione tale per eliminare tutti i test su animali, ci dicono che dobbiamo farli sulle cellule, dobbiamo farli in vitro, dobbiamo fare queste cose. Soltanto per dirLe che noi, io in particolare, stiamo preparando un documento che si chiama una valutazione scientifica per la reproductive toxicity e che abbiamo intenzione di pubblicare alla fine di quest'anno, perché abbiamo già studiato 30 composti e del fatto facciamo la valutazione scientifica. Credo che il Suo intervento ha messo il punto sulle cose che sono le più emotive, sono gli effetti sulla riproduzione. Nel quadro di sapere che sono le cose che danno più emozione ed è giusto, perché quando c'è un bambino malformato, quando c'è una cosa così, ovviamente colpe alla madre, colpe alla nascita.
C'è una mortalità aumentata dei bambini e quando si ripensa all'effetto dei farmaci _ ovvio c'è una parte... Lei deve essere sicuro che tutti i leaflet ,tutte le pubblicazioni sull'argomento, dicono sempre adesso, anche se non è stato fatto il test, che non può essere fatto ad una donna incinta o che deve essere prudente. Questo è il modo che hanno trovato le ditte farmaceutiche per mettersi almeno al riparo dai problemi. Sono ben d'accordo nel dire che abbiamo fatto le cose che potevamo fare e l'agenzia dovrebbe aiutare per il riconoscimento delle valutazioni dei farmaci. E' quello che ho detto anch'io, che c'è una decisione di fare anche quella che si chiama adverse effect, la sorveglianza dopo che una sostanza farmaceutica si trova sul mercato. Così penso che abbiamo fatto una protezione della salute. Sono d'accordo con Lei che la cifra per l'AIDS, tornando indietro, 59.500 è ovviamente il totale con gli anni successivi, ma l'incremento tra '90 e '91 passa dalla fine del '90 42.800 alla fine del '91 59.500, così l'incremento non è più 4.000 come ha detto Lei, ma è più di 10.000, 17.000. |