| CORROCHER
Conosco i lavori del Prof. Guilbert, che è un'autorità in campo pedagogico e quindi qualche cosina stiamo cercando anche a Verona di realizzare sulle modalità riformative del Prof. Guilbert. Volevo porre un problema che abbiamo in pratica a Verona di adottare un meccanismo tipo problem solving, problem learning, cioè formare partendo dallo studente e che lo studente arrivi, ricerchi da solo. C'è un problema che Le pongo, è quello del tempo, della necessità comunque in un arco definito di tempo di fare apprendere, perché questo alla fine bisogna pure anche dare, oltre che formare in modo critico, cioè la capacità di apprendimento; un medico ha anche necessità di un bagaglio informativo che deve comunque avere per potere operare. Allora c'è questa difficoltà di dare delle informazioni che sono necessarie e nel contempo invece usare una metodologia di apprendimento, diciamo quasi autonoma, critica, partendo dallo studente. Sono due processi che alle volte in termini temporali vanno un pochino uno contro l'altro.
HANAU
Devo prima una risposta al prof. Guilbert che ha domandato qualè la situazione dell'insegnamento dell'economia in Italia, dell'economia ai medici. Purtroppo è ancora molto molto arretrato. Soltanto vi sono un paio di corsi di economia sanitaria in tutt'Italia, uno a Roma e uno a Milano. Solo due corsi. Personalmente la insegno da molti anni, ma solo nella Scuola di Specializzazione d'Igiene che è una scuola che coinvolge pochissimi medici e chiaramente non risponde a quelle che sono le esigenze di cui il Prof. Guilbert ha parlato giustamente. Notare, la tabella 18 avrebbe recepito l'economia sanitaria all'interno del gruppo di igiene, ma purtroppo sono così poche le ore e forse anche così poca la competenza, che praticamente di fatto pochissimi fanno economia sanitaria. Pertanto io molto praticamente chiedevo al prof. Guilbert se c'erano a disposizione quei programmi automatici che assomigliano ai video games fatti per i medici, che insegnano contemporaneamente a ottimizzare la diagnosi e il trattamento del paziente, protocolli diagnostici automatici in sostanza, dove vi era anche a lato non soltanto l'aspetto dell'efficacia in termini il paziente è guarito, è guarito prima, è guarito dopo, ma anche: avete speso tanti franchi. Mi ricordo che allora in Francia era così, per arrivare a questo tipo di guarigione.
La seconda cosa, un po' per scherzo, un po' davvero: chiedo il permesso postumo della pubblicazione del generatore delle frasi del prof. Guilbert che abbiamo fatto insieme al prof. Iandolo, in un volume della Smith Line che è apparso adesso, quella appunto di cui c'è un pezzo anche nella carpetta: "Etica ed Economia nell'Azienda Sanitaria". Abbiamo voluto riprendere il suo e quello del Prof. Morosini e Marchi, perché ci sembrava che questi generatori automatici di frasi senza senso, cioè come riempire di nulla il vuoto, così era stato definito, fossero veramente sintomatici di un certo modo di approcciarsi alla realtà. L'ultimissima cosa, per quello che riguarda (Levi,: Ce ne sono anche per il giornalismo?) invece il problema ricerca e assistenza: "E' giusto che in un momento in cui si fa l'assistenza, nell'Università di Medicina, è giusto fare anche assistenza?" Perché i medici devono imparare soprattutto ad assistere. Quello che è deteriore è mescolare insieme ricerca, spacciandola per assistenza. In questo modo si vengono a spendere moltissimi soldi che sarebbero destinati all'assistenza per cose di cui si va a verificare se sono valide oppure no. In modo che non è scientificamente possibile arrivare a una soluzione del problema, se serve o no, perché sono cose fatte pasticciate, perse dappertutto e in modo estremamente costoso perché ci sono veramente degli esempi classici che potrebbero dar luogo a risparmi enormi di denaro pubblico riuscendo ad eliminare queste che sono false ricerche, duplicati di ricerche, doppioni di ricerche. |