| CORROCHER
Io volevo sottolineare l'adesione completa alle parole del rettore Roversi Monaco. Volevo sollevare un problema che credo molto importante per la nostra attività di formazione, che è il problema grave, ritengo, del reclutamento. Noi abbiamo un sistema universitario che è abbastanza ingessato, essendo costretto all'estremità finale dall'età anagrafica ed essendo bloccato all'inizio, cioè nel reclutamento.
E non mi pare che il meccanismo dei dottorati di ricerca, che pure funziona da qualche anno, abbia supplito a un problema del reclutamento. Allora la ricerca è fatta di finanziamenti, su questo siamo d'accordo, di strumenti, ecc., ma è fatta anche da forze di lavoro. I meccanismi con cui il Ministero dell'Università, per esempio, stabilisce i posti in rapporto ai professori di ruolo di prima fascia, 1 a 1, secondo me, è un meccanismo che di fatto tarpa la possibilità di essere sede primaria, importante, concorrenziale, direi, anche della ricerca.
ROVERSI MONACO
E' una domanda giustissima e un po' complicata. Vorrei spiegare un attimo ai colleghi stranieri che il problema è questo. E' successo che a un certo punto chiunque era all'interno dell'Università è stato, per un verso o per l'altro, promosso, perché si è deciso che così si dovesse fare. Questo cosa ha portato come conseguenza? Che noi ci siamo trovati, 12 o 13 anni fa, con un grande numero di ricercatori di ruolo, cioè inamovibili, questa è un'altra peculiarità del sistema italiano che è estremamente dannosa, un numero elevatissmo di professori cosiddetti associati, di secondo grado, e un certo numero di cattedratici.
Questa situazione cristallizzata arriva adesso fino a noi, nel senso che, per poter rimettere in moto un meccanismo e creare nuovi posti per nuovi ricercatori, poiché&Mac226; questi sono legati a un organico pubblico e non a una libera disponibilità, occorre che un associato diventi ordinario e lasci libero il suo posto, oppure che un ordinario vada in pensione o manchi per un qualsiasi motivo. Quindi il turn-over che è essenziale per garantire forze giovani alla Università è stato bloccato, anzi ci siamo trovati ad un certo punto nella situazione che la carriera, anziché&Mac226; partire da una base larga per arrivare via via a un vertice, vedeva una base strettissima e quasi una piramide rovesciata. Per ovviare a inconvenienti di questo tipo, che sicuramente cono stati ispirati a demagogia principalmente, il sindacalismo male inteso, occorre aspettare che si completi il ciclo di una vita nuova.
Non c'è niente da fare, perché&Mac226; di ruolo è e di ruolo rimane, qualunque cosa faccia, e credo che questa sia una delle poche certezze sulle quali siamo tutti uniti. |