| GUIDOLIN
Mi rivolgo al Prof. Anlyan. Ha parlato di esuberanza di personale medico, paesi che esportano medici e paesi che importano nell'area della Comunità Europea. Questo è un problema veramente forte perché l'Italia, ha detto, supera un esubero del 17% di medici. C'è una grossa esigenza, l'Europa ha una convenzione con i paesi della CP Africa, Caraibi, Pacifico. Sono 69 paesi fra i più poveri del mondo. L'Europa, la CEE stanzia, mi sembra nel periodo '90 - '95, mi sembra 14 miliardi di ECU, 21 mila miliardi di Lire italiane.
Però questi soldi vengono destinati prevalentemente ad iniziative di carattere economico, sociale, strutture. ma poco, nonostante la scelta politica di dire: dobbiamo prendere le iniziative per aiutarli ad aiutarsi questi popoli, e quindi l'esigenza di mandare personale soprattutto, in tutti i campi, preparato a preparare queste popolazioni, Nonostante questo non si trovano molte persone qualificate disposte ad andare in questi paesi, soprattutto medici. La mia domanda è questa: "Quali condizioni si potrebbero assicurare a questi medici che vanno a prestare magari per alcuni anni servizio in questi paesi in via di sviluppo o molto poveri?"
Mi spiego meglio: dovrebbero avere ad esempio certe assicurazioni che al ritorno sono privilegiati come inserimento nei quadri degli ospedali, nell'organico, dovrebbero avere delle agevolazioni di carattere economico, cioè incentivazioni varie. Secondo Lei che cosa si potrebbe proporre per incentivare un forte flusso di medici in questi Paesi
ANLYAN
In effetti noi cominciamo il primo anno dell'università, dopo aver finito le scuole secondarie, noi abbiamo dei programmi verso altri paesi del Terzo Mondo ma anche verso l'Europa per favorire una partecipazione mondiale, una collaborazione mondiale. Quindi questo è uno spirito che va introdotto quanto prima, che va incoraggiato quanto prima, per questo noi mandiamo degli studenti immediatamente, fin dal primo anno. Poi abbiamo anche dei programmi specifici in alcuni paesi specifici.
La nostra università ad esempio ha delle relazioni con Costa Rica e con la Tanzania: sono due modelli molto diversi in effetti, soprattutto nello studio delle patologie di origine parassitaria e anche l'AIDS. Ed è sorprendente poiché, grazie all'esistenza di questi programmi, alcuni degli insegnanti, degli studenti vengono alla nostra università proprio perché noi abbiamo questi programmi. Quindi non dico che sia l'università, però va detto che le università devono fare qualcosa. nel nostro paese noi non andiamo a cercare i soldi dello stato, noi cerchiamo i soldi delle fondazioni, perché senz'altro queste possono essere essenziali, ma è l'università che deve accollarsi delle responsabilità in questo senso.
Soprattutto insegnando a pensare in maniera mondiale e questo è importante. C'è un'altra domanda su come creare degli incentivi. Quando queste persone poi tornano all'università devono essere considerate come persone speciali, che meritano una particolare considerazione, non come qualcuno che ha lavorato ordinariamente all'interno della struttura universitaria. Non credo però possa essere fatto fornendo degli incentivi finanziari, a livello statale o governativo del singolo stato o federale.
GUILBERT
Inizierò dall'ultima domanda che mi è stata rivolta, per la quale non mi sento particolarmente competente per rispondere, cioè quella che riguardava la mescolanza di cure e di assistenza e la ricerca per eliminare questa duplice ricerca. Purtroppo non è il mio campo. Il mio campo è piuttosto quello della formazione.. potrei dire che se si vogliono eliminare i doppioni bisogna iniziare fin dalla formazione, cioè fin dal primo giorno a mettere gli studenti in una situazione tale da poter ricercare, fare subito una ricerca mirata alla risoluzione di problemi. La ricerca deve mirare alla risoluzione di problemi.
Quindi non bisogna aspettare, fin dal primo giorno non bisogna aspettare più, bisogna mettere gli studenti di fronte ad una situazione di soluzione dei problemi. Iniziare quindi fin dal primo giorno, dal primo anno della facoltà di medicina dicendo loro: ecco cercate di cavarvela perché avete due settimane, siete un gruppo di otto persone e dovete trovare, identificare i problemi prioritari di salute della regione che vi circonda., dove vivete. Sapete, gli studenti sono in grado di farlo, anche se si fa molto poco, e poco a poco gli studenti imparano i problemi legati alla qualità della ricerca, l'affidabilità delle informazioni, i problemi etici, ma non bisogna aspettare troppo tardi. Gli insegnanti avranno un ruolo di modello in questo caso.
E' ovvio che se gli insegnanti fanno delle ricerche fasulle, allora sono gli altri insegnanti che dovranno punire, sanzionare in qualche modo questa cosa, però sta ai colleghi assicurare appunto la continuità di questa cosa. Quindi bisogna iniziare fin dall'inizio, penso che questa sia la cosa principale.
Poi ha parlato del generatore di gergo, non so se la traduzione sia stata esatta, però penso che sia stata pubblicata, non so esattamente, comunque potete pubblicarla. Io l'ho scritto in francese, l'avete messo in francese? Sì, avrei potuto anche risparmiarvi lo studio, della ricerca, comunque avete fatto un'osservazione sul senso delle frasi prodotte da questo generatore di gergo. Siccome la maggior parte delle persone non ha preso visione di questo, vorrei dire che sono stato un po' spaventato dal fatto che certe frasi dette a caso avessero effettivamente un senso, e quindi quando si facevano scivolare queste frasi nei discorsi ufficiali di una organizzazione, nessuno si accorgeva della loro fasullità e questo mostra il potere di una lingua, del linguaggio di una società in cui il verbo è troppo potente e bisogna sempre diffidare, bisogna diffidare di tutto quello che dicono gli altri e di quello che diciamo noi stessi.
Per tornare al problema dell'insegnamento delle scelte economiche in Medicina, voi avete parlato appunto della tabella 18, ecco questa non fornisce abbastanza tempo. Lei chiedeva appunto se esistessero dei programmi di autoapprendimento come video games. qui non ho risposte pronte. E' verosimile che ne esistano però forse non sono specifiche della vostra situazione economica, quindi preferirei che prendeste dei problemi sanitari di casa vostra: tirateli fuori dall'ospedale, prendete dei problemi sanitari periferici delle vostre periferie di città e poi, nell'occasione della ricerca di soluzioni di problemi sanitari, obbligate gli studenti ad avere una riflessione sul costo per la società e per gli individui. Non cercate di costruire degli strumenti di simulazione con il pretesto che in Italia c'è del denaro per questo, è la cosa che avviene invece in Europa, dove c'è molto denaro per questo e si trovano sempre produzioni di simulatori, ovviamente i Giapponesi fanno un sacco di soldi con questi strumenti ma la società ha talmente tanti problemi, allora perché crearne di nuovi?
Ovviamente forse si può dire che hanno dei valori educativi, che insegnano ad estrapolare, allora semplicemente basta scegliere dei valori che corrispondano già all'esistenza delle malattie, cioè i problemi prioritari di salute. Vi è stato dato l'elenco questa mattina delle malattie cardiovascolari, il cancro, l'AIDS che è prioritario poiché c'è una fobia collettiva, quindi rientra in uno dei criteri, però penso che ci fossero anche incidenti a scuola, infortuni sul lavoro, incidenti stradali eccetera. Questi sono del tutto ignorati nelle facoltà di Medicina, non se ne parla mai. Si è parlato moltissimo di una malattia strambissima, non so quanti casi abbiate constatato di certe malattie tipo il LES, però non so in realtà quanto si sia tenuto conto della realtà.
Quindi l'ultimo punto è quello della durata, la durata rispetto alla competenza. Lei ha parlato del bagaglio di informazioni necessario che io tradurrei in termini di know how, di competenza. In altri termini, il profilo processionale che si dovrebbe richiedere per quanto riguarda il know how a tutti i medici che escono da una facoltà di Medicina e che hanno la possibilità di dare il loro timbro, il loro visto, ebbene questo permetterebbe di verificare che quel prodotto per esempio è consumabile dagli essere umani, come per le sigarette. Però per fare questo bisogna che ci siano degli strumenti che consentano di misurare le competenze di quel professore, di quel profilo professionale e questo non è definito poiché nelle facoltà stesse ci si accontenta di dire: si insegna per 6.500 ore e quindi siamo competenti, questo significa competenza. Sapete benissimo che non c'è nesso, non c'è logicità in questo enunciato. Tuttavia il problema esiste, abbiamo un tempo limitato, siamo tutti mortali, abbiamo effettivamente un tempo limitato e quindi si arriva alla conclusione secondo cui non si può insegnare tutto.
Siamo tutti d'accordo su questo. L'esplosione, cioè i 5 anni eccetera di cui si parlava poco fa, ci dice che non si può insegnare tutto ,quindi bisogna scegliere lo zoccolo duro, irriducibile, come si dice a Parigi, e quindi si cerca questo zoccolo duro per soddisfare le prime donne della facoltà che ogni anno dicono: io voglio insegnare questo e questo nega le premesse, cioè non possiamo insegnare tutto. Quindi quando si chiede a queste persone di mettersi d'accordo per creare lo zoccolo duro, non si riesce ad ottenere una risposta. Sono anni che ci facciamo questa domanda e non ci sono risposte. E adesso la pseudo soluzione che è stata trovata è quella di dire: insegniamo agli studenti ad imparare, insegniamo agli studenti ad autovalutarsi, forniamo loro degli strumenti di valutazione formativi, gratuiti, senza sanzioni, che non facciano paura, che consentano loro di rivelare la loro ignoranza per esempio, e poi in seguito avremo strumenti identici, in termini di discriminazione e di difficoltà che saranno delle misure di certificazioni per le quali saranno stati preparati per le valutazioni formative che non saranno pericolose per la salute.
Potremmo parlare di questa cosa per anni, d'altronde Lei lavora a Verona e mi ha invitato a Verona. Spero di poter venire a Verona per discutere di questo problema, perché è un problema difficile, non ci sono soluzioni facili e per quello che si fa adesso io so che la situazione è abbastanza mediocre. |