CLICK sull'immagine di sinistra per tornare all'indice del sito
Progetto Tahta - Trieste Action for Health Technology Assessment
THE TRIESTE ACTION FOR HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT
HTA Guidelines for East Europe and South Mediterranean Areas
L' HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT (HTA), benché in alcuni contesti assuma connotati particolari, è universalmente considerato la disciplina che si propone di valutare le tecnologie biomediche e l'impatto nel loro uso mediante metodi sistematici e rigorosi.

Nei primi anni l'HTA era condotto solo sotto il profilo tecnologico-metodologico; successivamente, negli anni ’90, è stato esteso ai profili clinico ed economico. Oggi si riconosce l’inseparabilità dei tre aspetti per la gran parte delle applicazioni dell’HTA.

Recentemente viene attribuito all’HTA un ruolo primario nel processo di aggiornamento permanente delle tecnologie da introdurre nella Sanità nei diversi settori operativi.

Esistono attualmente al mondo moltissimi programmi di HTA.

Facendo riferimento ai siti web attinenti in senso stretto l'HTA, ne esistono nel mondo circa 7.000. La gran parte di essi è orientata ad un settore o all'altro, in funzione di stimoli interni od esterni. Molto sviluppato è l'HTA negli Stati Uniti, mentre in Europa la situazione è molto varia. Riferendoci ancora ai siti pertinenti, ce ne sono ben 1.464 in Inghilterra, 481 in Germania, 183 in Spagna, 110 in Danimarca, 66 in Olanda, ma solo 35 in Italia, 15 in Francia, e circa 20 in tutto nei paesi dell'Europa dell'Est.

Esistono grandi centri di riferimento, come quello dell'ECRI negli Stati Uniti o il centro internazionale INAHTA, curato dall'Università di York in Inghilterra.

Esiste una discreta attenzione particolare ai nuovi settori tecnologici (come la telemedicina) e alla gestione personale della salute (home care), segno di una evidente sensibilità su queste problematiche, ma gli sforzi in questi settori sono ancora molto deboli e non tra loro coordinati.

Mancano però riferimenti esaustivi sulla collocazione dello studio dell’HTA di un particolare settore in un centro o in un altro operante nel mondo. Passando da un sito all'altro, tra i 7000 pubblicati in rete, si assiste ad una ripetizione di esperienze simili, grandi o piccole, senza possibilità reali di recuperare le informazioni necessarie per chi desidererebbe farlo, per implementare un adeguato e mirato programma di HTA nella propria struttura sanitaria.

Mancano altresì proposte esaustive di programmi globali di HTA personalizzabili sulle varie realtà regionali e nazionali, né esiste a livello mondiale alcuna proposta “standard”.

E’ emblematica l’osservazione dell’ampio e continuo sviluppo di centri, programmi e risorse dell’HTA, tra di loro indipendenti, negli Stati Uniti, ove peraltro è disponibile il maggiore centro di HTA del mondo, quello dell’ECRI, il quale, oltretutto, può vantare una esperienza unica e pluri-decennale nella gestione e codifica delle tecnologie biomediche per l’intero continente americano. Ciò fa meditare sul fatto che in questo settore la crescita e l’utilizzo, di fatto, siano ancora spesso fenomeni locali e scoordinati, con la conseguenza di uno sperpero di risorse umane e finanziarie.

Manca altresì una particolare attenzione allo sviluppo di programmi di HTA ottimizzati per i paesi in transizione. Il problema, per l'Italia e l'Europa, è in particolare sentito in riferimento ai paesi dell'Europa dell'Est e del bacino del Mediterraneo meridionale.

In generale, quindi, si accusa la carenza, in Europa e nel mondo, di una politica dell’utilizzo dell’HTA come mezzo di programmazione dello sviluppo globale della sanità, in termini qualitativi e quantitativi, nel rispetto delle diversità di esigenze, costumi, risorse finanziarie ed umane e della storia dei vari popoli; manca inoltre una politica di HTA che assicuri la salute a livello globale, considerando la mobilità – per lavoro e per turismo – che i cittadini del mondo oggi hanno.

E’ questo uno di quei tipici problemi che possono trovare una reale soluzione solo se radicata nell’ambito di un’azione ben coordinata ai massimi livelli, nella fattispecie con il forte coinvolgimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e trovando realmente la più ampia collaborazione al fine di ordinare, adattare, sinergizzare e rendere disponibile ciò che di HTA esiste già, frazionato in migliaia di rivoli, piuttosto che mettendo in moto ex novo un’ulteriore iniziativa che non potrebbe che essere ancora una volta limitata a contesti particolari.

Un siffatto programma sarebbe estremamente utile anche alla sanità italiana che, a dispetto dell’ampio livello di pochi centri italiani, denota, globalmente, poca diffusione dell’HTA, in confronto alla media dei Paesi industrializzati.

Ciò è quanto TAHTA si propone di fare, raccogliendo il massimo numero di consensi e di reale collaborazione tra le organizzazioni operanti nel mondo nel settore dell’HTA, sulla base delle seguenti osservazioni e considerazioni fondamentali:

a) I paesi più ricchi spendono di più nella sanità dei paesi poveri.

b) In tutti i paesi la spesa sanitaria cresce con l’aumento dell’età della popolazione.

c) Le tecnologie sono le principali fonti di cambiamento delle procedure di diagnosi e di terapia medica nonché di assistenza, specie in relazione alle componenti più anziane della popolazione.

d) L’aumento dell’età della popolazione impone una progressiva migrazione da una Sanità basata solo su sistemi sanitari e assistenziali (ospedali, aziende sanitarie ed enti assistenziali) ad una gestione sanitaria prevalentemente personale (home-care e personal-

e) care), supportata da centri remoti di assistenza di tipo help-desk e da sistemi di monitoraggio remoto.

f) Le nuove tecnologie, quali la telematica sanitaria, la telemedicina e le strumentazioni diagnostiche di nuova generazione, necessarie quale supporto tecnologico a questi cambiamenti, portano all’esigenza di una propedeutica fase di previsioni affidabili sull'impatto clinico, economico e organizzativo conseguenti alla loro introduzione.

g) C’è la necessità in tutti i paesi di avere risposte concrete alle richieste di intervento che nascono dalla spinta di un continuo rinnovamento tecnologico e organizzativo e, soprattutto in quelli poveri, di poter valutare le tecnologie per allocare in modo appropriato le proprie risorse economiche – potendo così operare le corrette scelte sul dove, quando e come implementare una data tecnologia, basandosi su valutazioni comparate delle tecnologie già consistenti sul mercato internazionale e su previsioni attendibili per quanto riguarda le tecnologie in fase di lancio.

h) La programmazione dell’attività di HTA deve essere condizione prioritaria per il consolidamento e sostegno delle politiche di investimento nella Salute e per lo sviluppo sociale dei Paesi emergenti.

i) La pianificazione tecnologica è particolarmente strategica per i paesi in transizione che devono ridisegnare il comparto sanitario spesso introducendo massivamente ex-novo le tecnologie con il forte vincolo di contenimento della spesa.

j) Per questi paesi l'applicazione rigorosa di un piano di HTA ad essi adattato può portare a scelte ben diverse da quelle adottabili per i paesi a tecnologia consolidata.

k) Tale azione costituisce certamente elemento di stabilità per i paesi di queste aree e strumento operativo per le azioni concertate in Sanità tra questi paesi e l'Italia nonché per la futura integrazione dei sistemi sanitari, altamente auspicata dalla Comunità Europea ma anche molto sentita a livello locale.

l) La cultura necessaria per queste attività è necessariamente interdisciplinare tra economisti, medici ed ingegneri, ma la necessaria integrazione tra queste figure non viene allo stato attuale sufficientemente supportata né a livello locale, né nazionale, né internazionale.

m) L'aggiornamento professionale in Medicina, come elemento etico e pratico di fondamentale importanza, ma anche come mezzo indispensabile per una effettiva compartecipazione della classe medica ai processi di HTA, è elemento irrinunciabile.

n) L'efficacia dell'attività politica di pianificazione basata sull’HTA nasce dal lavoro in partnership di enti pubblici e privati di diversa e specifica competenza.

o) Risultano necessarie linee guida programmatiche (guidelines) per la pianificazione delle scelte e dell'uso coordinato delle tecnologie e delle metodologie in Sanità sia dei sistemi sanitari (ospedali e aziende sanitarie) che della gestione personale della Sanità (home-care e personal-care).

Le precise azioni da condurre con TAHTA, al fine di perseguire gli scopi qui descritti, saranno autorevolmente individuate collegialmente dai partner e dai gruppi di lavoro nazionali e internazionali che si costituiranno a supporto del progetto.

Alcune di esse, tuttavia, risultano già ora chiaramente individuabili:

  • E’ necessario realizzare un portale Internet di HTA, che raccolga ed aggiorni la localizzazione, lo scopo, il raggruppamento omogeneo di tutte le attività dell’HTA nel mondo, con un adeguato motore di ricerca che permetta di recuperare, anche senza esperienza particolare, le informazioni rilevanti per ogni esigenza con accesso diretto ai siti relativi.
  • Il portale deve poter dare un accesso diretto alle banche dati più significative come, ad esempio, a quella dell’ECRI.
  • Il portale deve essere corredato da linee guida per l'uso pratico delle informazioni reperibili in rete.
  • Il portale deve prevedere delle risorse particolari ad ausilio dei paesi in transizione.
  • E’ altamente auspicabile realizzare una banca dati europea delle tecnologie biomediche, adattando e completando (ad esempio con il supporto multilingue) le realizzazioni già operanti in Italia (BDTB e OPT) o in altri paesi europei, e dotandola di una codifica unica per tutta l’Europa, con transcodifica con la banca dati americana dell’ECRI.
  • Deve essere promosso il collegamento dei Ministeri della Sanità di diversi paesi, delle regioni, e degli ospedali, al fine di giungere a reti integrate di tali attività connesse con altri centri di altre aree geografiche del mondo.
  • Va verificata la realizzabilità di un Centro Europeo di HTA, che dovrebbe collegarsi con altri centri che operano a livello internazionale per alcuni tipi di tecnologie molto innovative.
  • L’azione del progetto TAHTA va concentrata sui supporti per i paesi in transizione dell'Est Europa e del Mediterraneo Meridionale.
  • L’azione del progetto TAHTA va concentrata sulle nuove tecnologie.
  • Devono essere promosse, a livello nazionale e internazionale, analisi economiche, tecniche e cliniche sulle attività mediche condotte mediante l’uso diretto e indiretto delle tecnologie e delle loro applicazioni tecnologiche, con comparazione tra paesi industrializzati e paesi in transizione.

Perché Trieste

Oltre alla sua posizione strategica, Trieste vanta una condizione di primato in Italia e di prestigio nel mondo nella gestione delle tecnologie biomediche e nella formazione nell'ambito dell'Ingegneria Clinica.

Un'azione concertata dell'Università di Trieste con gli Ospedali e con l'Area di Ricerca di Trieste, nonché con la Regione FVG e con il Comune di Trieste, ha infatti portato alla realizzazione, in particolare negli ultimi vent'anni, di una serie di iniziative nel settore delle tecnologie biomediche che sono state e sono ancora i punti di riferimento per la gestione e il governo della Sanità italiana, ed anche, ultimamente, per i paesi confinanti dell'Est.

Tra le tante iniziative, negli anni ’70 nell’allora USL1 Triestina fu realizzato il primo servizio di Ingegneria Clinica d’Italia, negli anni ’80 fu realizzato un Centro di Valutazione delle Apparecchiature Biomediche, dal quale nel 1989 fu costituito dapprima il Centro Ricerche e Studi tecnologie Biomediche e Sanitarie (CRSTBS) e quindi, su commessa dei Ministeri della Sanità e del MURST, il Centro di Informazione e Valutazione delle Apparecchiature Biomediche (CIVAB) che mise a punto una serie di strumenti di governo della Sanità Italiana, tra cui la Banca Dati Nazionale delle Tecnologie Biomediche (BDTB) e l'Osservatorio dei Prezzi e Tecnologie (OPT) per il Ministero della Sanità.

Nel 1991 fu attivata la Scuola di Specializzazione in Ingegneria Clinica, che da allora forma costantemente gli ingegneri che istituiscono i servizi di Ingegneria Clinica in Italia e che conta attualmente 35 convenzioni con i più prestigiosi Istituti sanitari in Italia e all’estero.

Nel 1988 fu installato a Trieste il primo sistema PACS commerciale in Europa, e da allora è stato sviluppato dal gruppo di Bioingegneria di Trieste (GNBTS) un ampio piano di gestione informatica-telematica della sanità della città, basato sul progetto di telemedicina DPACS e su un’esperienza oggi quasi trentennale di informatizzazione capillare della sanità e della pubblica amministrazione dell’intera Regione Friuli Venezia Giulia operata da Insiel S.p.A., e supportato da una forte sinergia di azioni con il Comune di Trieste e con gli Ospedali.

Nel settore della telemedicina l’Università ha costituito nel 1999 a Roma, insieme ad altri partner, l’Istituto Mediterraneo per la Telematica in Sanità (IMTES), mentre insieme all’Università LUISS di Roma nel 2000 ha istituito l’International Center for Transitional Studies (ICETS) che si occupa degli aspetti economici, giuridici e di information technology dei paesi in transizione, con particolare riguardo alla sanità.

Dalle molteplici attività nel settore delle tecnologie biomediche, è stata infine costituita in Area di Ricerca nel 1993 l’Azienda Italtbs S.p.A., che rappresenta oggi la più grande realtà aziendale di ingegneria clinica in Italia ed in Europa.

Trieste inoltre ha concentrato il più elevato numero di Istituzioni di Ricerca d’Italia, dalla stessa Area di Ricerca, che oggi conta circa 60 enti e industrie high-tech insediate, ai centri internazionali ICTP (International Center for Theoretical Physics), ISAS (International School for Advanced Studies), ICGEB (International Center for Genetic Engineering and Biotechnology), ICS (International Centre for Science and High Technology), Luce di Sincrotrone Elettra (Sincrotrone S.c.p.A), per la gran parte operanti a supporto dei paesi del terzo mondo e in transizione per conto delle Nazioni Unite, ai tanti altri centri nazionali.

The Verona Initiative

Organizzazione Mondiale della Sanità sulla Promozione della Salute