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Viveva intorno al 1190, ed è reputato il più antico feudatario che si conosca del castello di Denno, che gli serviva di cognome. I suoi discendenti però non lo mantennero, mentre nel secolo XII cominciarono ad usare il cognome di signori di Castel Nano capitale della Naunia, e più modernamente si intitolarono di Madruzzo, castello nelle parti meridionali del Tirolo, non discosto dal territorio di Brescia. E’ con quest’ultimo cognome conservato fino alla sua estinzione, che questa famiglia si fece celebratissimo nome. Vi fu però un tempo una famiglia che si chiamava di Castel Madruzzo, il di cui più antico personaggio dicevasi Gumperto, ossia Cuniperto che significa valor regio, uno de’ nomi de’ tempi feudali generati dall’antica cavalleria, la quale vantava e professava sentimenti elevati di lealtà e di onore. Gumperto è nominato per la prima volta nel 1159 quale testimonio di un documento che riguarda i crediti, che gli abitanti di Val di Ledroavevano co’ vescovi di Trento. Ma de’ discendenti di Gumperto sulla fine del secolo XIV non vi è più traccia, o perché si estinguessero, o perché prendessero il cognome da qualche altra giurisdizione feudale. Fu per l’appunto poco dopo quell’epoca, che Castel Madruzzo si vide passato nelle mani de’ signori di Castel Nano, che discendevano da Olurandino. Non vi è perciò tra le due famiglie alcuna identità, se non che può anche dubitarsi, che i signori di Castel Nano possano essere divenuti padroni di Madruzzo per titolo di eredità proveniente da parentado, e che abbiano adottato il cognome di Madruzzo, sostituendolo a quello, che allora usavano. Di due famiglie separte e distinte, se ne era dunque fatta una sola, e si era poi anche preteso che quest’unica famiglia col cognome di Madruzzo, discendesse dai signori di Tolentino nel Piceno. Con ciò si vorrebbe dire, che i Madruzzo sieno diramati dai Mauruzi di Tolentino. Malgrado la somiglianza del nome, reputo affatto erronea tale opinione, né tampoco si può concedere, che i Mauruzi sieno stati signori di Tolentino, perché non furono mai. A me non appartiene del resto l’indagare, d’onde escano gli antichi Madruzzo, giacché la famiglia, di cui tratto proviene dai signori di Denno. Olurandino chiamavasi da Enno da un castello, che dominava Denno, e perciò Enno e Denno hanno pel medesimo luogo. Hanno però alcuni eruditi scritto, che Enno sia il luogo, che chiamossi Egna, nel qual caso, Olurandino potrebbe appartenere alla famiglia di Enrico da Egna celebre ghibellino e genero di Ecelino da Romano. Dopo tanti secoli di vicende guerriere, a cui per la sua posizione geografica alle porte d’Italia, fu esposto il Tirolo, tali questioni divengono confuse.. Denno, che fu il più antico titolo della famiglia alla destra del Noce nella Naunia esiste tuttavia, così un Enno serve di predicato agli Alberti, e v’ha una giurisdizione di Egna che è nella valle Attesina. Ma abbandonando il discorso sul luogo più antico, che servì di soggiorno alla famiglia, che nella storia è illustre col cognome di Madruzzo, posso dire, che dessa è nel numero di quelle che in Tirolo chiamansi famiglie di Dinasti, che è quanto feudatari, più non rimanendo colà in oggi con giurisdizione feudale, o perché estinte, o emigrate, o per aver rinunziati ai diritti, che due sole case di Dinasti, cioè i conti di Castelbarco, e un ramo de’conti d’Arco. Tal modo di dinotare i feudatari è particolare al Tirolo, non essendo adoperato in alcuna parte delle Alpi dal ducato di Aosta alla Patria del Friuli; dalla quale, benché corona di monti senza magnificanza di ricchezze, sono uscite famiglie d’altissima rinomanza. Olurandino qual dinasta, doveva certamente aver ricevuto investitura del suo castello di Denno nella Naunia da Corrado di Beseno vescvo di Trento, giacché l’imperator Corrado, tolta Trento all’antico regno italico, fino al 1027 ne aveva fatto donazione unitamente al temporale dominio del suo territorio, in cui era compresa la Naunia, ad Uldarico vescovo di Trento e suoi successori, cosicché Trento, benché italiana, diventò d’allora in poi parte essenzialmente vincolata all’impero germanico.V’è però in alcuni opinione, che Trento non fosse compresa nella donazione. Ma in qualunque modo il dominio pe’ vescovi, non fu senza acute spine, e per le continue ribellioni di molti Dinasti, per cui ad alcuni vescovi non fu nemmen permesso di vedere la diocesi, e per essere stato il Tirolo nel 1178 dall’imperatore Federico donato a’ marchesi d’Istria, per cui nacquero famose quistioni della superiorità territoriale de’ conti del Tirolo sul principato di Trento già antica colonia romana ereditate le inclinazioni delle originarie magistrature, la sua rappresentanza de’ consoli e senatori lottò spesso contro il potere de’ principe vescovi, ai quali non prestò omaggio, che dopo avere stabilito condizioni, che la garantissero dal potere assoluto. Di Olurandino non abbiamo quasi notizie, che per l’esistenza de’ suoi figli, e per titolo che portava di Enno. E come tale è firmato nel 1185 ad un atto del Vescovo Alberto intorno la Permissione di edificar rocche, e nel 1191 ad una pace tra i conti d’Arco e gli antichi signori di Madruzzo. I suoi discendenti non durarono lungo tempo. Si spense la famiglia nel secolo XVII lasciando discendenze di basterdi, ignoto se da’ preti o da’ laici della famiglia provenissero, evitando ciascuno di essere autore, per il che non è difficile il presumere, che i preti e i laici di casa Madruzzo, seguendo i sistemi di qualche setta, avessero le concubine in comunione.
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