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Era destinato alla chiesa, e gli fu ben presto procurato dalla famiglia un canonicato in Trento, che rassegnò nel 1529, 29 aprile trovandosi in Spira, ove accompagnava il cardinale Clesio. Fu anche parroco titolare del castello di Trento. Alla morte nel 1547 del fratello Eriprando, egli, che non aveva mai sfoderato la spada, né si pensò mai di essere soldato, ebbe da Carlo V il comando delle milizie tedesche, che già obbedivano al fratello, e in quellanno fu anche nominato capitano della custodia del concilio di Trento. Andò alle guerre di Germania, e limperatore fu sì soddisfatto di lui, che gli mandò in dono le armi di Federico elettore di sassonia, che era rimasto prigione. Nel 1554 per impegno del cardinale, suo fratello fanatico per Cosimo Medici, assoldò 2 mila tedeschi per combattere i sanesi, e fu intorno a questi tempi anche governatore di Pavia. Nel 1564 fu commissario imperiale in Monferrato per conciliare le differenze tra gli abitanti di Casale coi Gonzaga. Il fratello gli aveva dato le investiture de feudi, non che de quattro vicariati. Negli ultimi anni di sua vita si ritirò a Castel Madruzzo esposto a molte afflizioni per aver difeso le parti del figlio Ludovico nelle sue contestazioni contro l'arciduca Ferdinando. Morì nel 1570. Moglie Elena baronessa di Lamberg, Dina dAlessandro conte dArco.
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