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Nel 1597 accompagnò in Spagna Margherita d’Austria sposa del re Filippo III, nella quale occasione si mostrò molto splendido e magnifico. Nel 1600 col comando di 20 compagnie passò alle guerre d’Ungheria contro il turco, ma le dissensioni nate tra il duca di Mantova e Gianfrancesco Aldobrandino per la ricuperazione di Canissa, fece andare a vuoto l’impresa. Nel 1608 andò alle guerre di Piemonte e si fece nome onorevole all’assalto di Vercelli. Seguita la pace ritornò a casa e fu castellano della rocca di Riva e generale delle milizie del principato di Trento. Nel 1613 fondò la chiesa e convento di Santa Maria dell’Inviolata in Riva, ove chiamò i religiosi del B. Pietro da Pisa, nel che fu anche assistito delle beneficenze degli abitanti. Si debbono però tutti a lui gli ornamenti in marmo, e i quadri del Palma e di Guido Reni. Furono i religiosi soppressi nel 1808 dal re di Baviera, cui dal 1806 apparteneva il Tirolo, e sebbene vi rimanessero col loro abito, nel 1810 furono licenziati dall’imperatore Napoleone. Fu poi questo luogo co’ beni consegnato all’imperatore Francesco I nel 1817, febbraio ai Minori conventuali coll’obbligo delle scuole elementari. La Gonzaga moglie del Madruzzo aveva fondato l’oratorio di S. Anna annesso alla chiesa dell’Inviolata. Nel 1615 in venerazione della volontà del padre fondò il benefizio della cappella Madruzzo nella chiesa di Madruzzo. Podestà di Riva dal 1613 per i vescovi di Trento, colà morì di 56 anni nel 1618, 12 dicembre. MoglieCaterina di Virginio Orsini duca di S. Gemini. Alfonsina d’Alfonso Gonzaga conte di Navellara, morta nel 1647.
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